Venezia alla deriva e l’amministrazione uscente è il timoniere. Sambo, (PD): «Una città ricca che respinge chi ci lavora»
- 25 mar
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Alla vigilia dell’ultimo Consiglio comunale dell’amministrazione uscente, in cui si parlerà anche di turismo, il Partito Democratico veneziano annuncia battaglia. Uno dei nodi che si trascina da un decennio, non a caso il tempo del sindaco uscente, è la qualità della residenza e del lavoro. Un tema particolarmente sentito in entrambe le anime della città, su cui è evidente l’emorragia continua di residenti, oltre all’aggravio delle complessità quotidiane per chi vive e tenta di lavorare in città.
Come evidenziato dalla segretaria del PD Monica Sambo, il problema non è solo demografico, ma riguarda la qualità della vita a 360 gradi: «I dati più recenti parlano chiaro: Venezia scende al 53° posto nella classifica sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore, segnale evidente di un peggioramento diffuso. Inoltre, basta osservare il “contaresidenti” a San Bortolo, per vedere che si sono toccati i 47mila, un declino frutto di errori evidenti nella gestione della nostra città».
Sambo analizza poi lo status quo: «È curioso poi osservare come l’attuale candidato sindaco del centrodestra sia stato, negli ultimi cinque anni, il plenipotenziario a: Coesione sociale (Politiche sociali, Programmazione sanitaria, Rapporti con il volontariato), Politiche della residenza, Sviluppo economico, Lavoro e Turismo, come si scrive sul sito del Comune. Non ci siamo. Se le persone se ne vanno, oggi è anche (non solo, per carità) colpa di questa amministrazione, per fortuna uscente».
Se ciò non bastasse, è evidente come le concause nella malagestione siano molteplici: «Servizi sempre più deboli e insufficienti, dalla scuola alla sanità, chiusura e ridimensionamento di asili e scuole, nessun contrasto al progressivo indebolimento dei presidi sanitari, per non parlare del patrimonio abitativo. Nessuna azione di tutela dal punto di vista turistico, con una città in balìa di sé stessa, 2500 alloggi pubblici abbandonati, nonostante un’emergenza abitativa evidente. E bandi abitativi inutilizzabili, con i costi crescenti, incompatibili con redditi normali».
La critica più feroce riguarda proprio il totale disinteresse per la città: «Venezia sta diventando sempre più una città delle rendite e dello sfruttamento, dove chi lavora non riesce più a vivere. Il risultato è che il nostro territorio perde progressivamente residenti, giovani e famiglie, trasformandosi sempre più in uno spazio pensato per il turismo e meno per chi la abita».
