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Isola di Poveglia: un modello di bene comune da valorizzare. Sambo, PD, emendamento in Consiglio Regionale: «Proteggere beni per restituirli alla collettività»

  • 1 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Trasformare l’isola di Poveglia in un modello stabile di gestione partecipata dei beni comuni: è questo l’obiettivo dell’emendamento presentato oggi in Consiglio regionale da Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria del Pd di Venezia, che punta a sostenere e rafforzare esperienze di cittadinanza attiva nate dal basso.

«Poveglia non è solo un’isola, ma un simbolo potente di cosa significa considerare un bene pubblico non come una opportunità di sfruttamento, ma come un patrimonio condiviso, da proteggere e restituire alla collettività».


La proposta arriva a oltre dieci anni da una mobilitazione civica senza precedenti: nel 2014 migliaia di cittadini si organizzarono in un’associazione, Poveglia per tutti, raccogliendo centinaia di migliaia di euro con l’obiettivo di riportare l’isola alla città, dimostrando un forte legame tra comunità e territorio.


Nello stesso periodo, l’isola fu oggetto di un’asta pubblica, che mise in evidenza due visioni contrapposte. Da una parte l’idea di valorizzazione economica, ipotizzata dall’attuale sindaco di Venezia uscente, che offrì 513mila euro, dall’altra quella di fruizione collettiva e accessibile. La mancata assegnazione aprì così un nuovo scenario, dando spazio a percorsi di cura, presidio civico e progettazione condivisa che negli anni hanno continuato a svilupparsi.


«Da allora Poveglia è diventata un esempio concreto di bene comune: un luogo che non appartiene a qualcuno, ma di cui tutti siamo responsabili. Un’esperienza che ha dimostrato come la partecipazione dal basso possa generare valore aggiunto sociale, ambientale e culturale e, allo stesso tempo, contrapporsi a logiche di profitto a favore di benessere sociale, quel sociale che in città è stato totalmente dimenticato dalla amministrazione comunale uscente».


L’emendamento mira ora a consolidare questo percorso, prevedendo strumenti e risorse per sostenere forme di gestione partecipata, trasparente e orientata al lungo periodo: «Non si tratta solo di salvare un’isola, ma di scegliere un modello per il nostro territorio: tra un luogo che si vende pezzo per pezzo e uno che si prende cura di sé stesso. Poveglia dimostra che un’altra strada è possibile e può “fare scuola” in tutto il nostro Veneto», conclude Sambo.

 
 

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