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Giudecca: la Duca d’Aosta non si tocca. (PD): L’amministrazione uscente taglia sull’istruzione, è miopia sul sociale»

  • 26 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Nelle ultime ore sta prendendo sempre più piede la possibilità che la scuola Duca d’Aosta della Giudecca non attivi la seconda sezione dell’infanzia per il prossimo anno scolastico. Un ulteriore tassello che viene sottratto per le scelte dell’amministrazione comunale uscente degli ultimi anni, basti pensare a Sacca Fisola.

 

Per il Partito Democratico di Venezia è una scelta delirante: «Quanto sta succedendo è assurdo, inaccettabile. Garantire l’istruzione è un dovere morale e un presidio sociale ineguagliabile. Parliamo di un servizio essenziale in un contesto unico, fragile e complesso, che deve prescindere da qualsiasi logica di parametri o burocrazia», esordisce Monica Sambo, segretaria del Partito Democratico di Venezia.

 

Il tema pone a serio rischio la vivibilità di un’isola che negli ultimi anni si sta contraddistinguendo per un “baluardo della residenza”: «Qui non siamo di fronte a una scuola qualsiasi, la Giudecca è un’isola con evidenti difficoltà di collegamento, deliberatamente decisi con tagli ai trasporti negli ultimi anni, con una comunità che ha bisogno di presìdi educativi stabili, accessibili e di qualità».

 

La motivazione starebbe nei numeri: «Allo stato attuale i bambini sarebbero 26 (17 conferme, 1 trasferimento e 8 nuove domande), davvero si pensa di comprimere tutto in una sola sezione? Davvero si vuole costringere famiglie e bambini a spostamenti difficili verso altre sedi, indebolendo ulteriormente il tessuto sociale dell’isola? Qui vivono famiglie, con i nonni che possono sostenere i genitori che lavorano, costringere a uno spostamento altrove significherebbe “invitare” chi vive e resiste a trasferirsi, incentivando la deriva di spopolamento. Magari per farci un bell’albergo, visto che l’amministrazione uscente ha tenuto la Giudecca volutamente fuori dalla delibera blocca alberghi. Magari stanno già pensando che lo splendido giardino sarebbe l’ideale per le colazioni all’aperto dei turisti, anziché far correre i bambini».

 

E non si considera l’esigenza di mantenere l’aspetto sociale: «Questa decisione rischia di colpire un’area dove ci sono una casa famiglia e il carcere femminile, elementi che rendono ancora più fondamentale il ruolo della scuola come presidio educativo, sociale e inclusivo. Chi ha vissuto l’isola sa quanto sia importante il ruolo di questa scuola nell’integrazione di bimbi che non hanno colpe, ma che già pagano gli effetti di situazioni familiari difficili. Vogliamo abbandonarli a sé stessi?».

 

La richiesta, con un’interrogazione urgente, è che l’amministrazione comunale uscente si prenda cura del nostro territorio: «Chiediamo con forza di smettere di ragionare con la calcolatrice, che il sindaco uscente si faccia portavoce verso chi di competenza per mantenere viva un’esigenza sociale e riveda immediatamente questa ipotesi. È necessario attivare ogni possibile deroga e ogni strumento disponibile per tutelare i bambini e sostenere le famiglie. La scuola non è solo istruzione, è anche sociale, quel sociale che il Comune sembra aver dimenticato da troppo tempo. Tagliare qui non è solo sbagliato: è miope e profondamente ingiusto».

 
 

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