PD

Grandi navi: non si può più perdere tempo!

A poco più di un mese dall'incidente accaduto a san Basilio, domenica 7 luglio un altro grave episodio ha avuto come protagonista una grande nave da crociera, che ha rischiato di andare a sbattere contro la riva dei 7 martiri, a poche centinaia di metri da piazza san Marco, sfiorando i mezzi del trasporto pubblico carichi di passeggeri.

I temi che emergono vanno oltre alla soluzione relativa al dislocamento delle grandi navi, pure da troppo tempo attesa: le questioni, ora, sono la sicurezza stessa dei trasporti in laguna, la priorità del trasporto pubblico locale rispetto ad altri trasporti e la mancanza di controlli.

Chiediamo che il Governo convochi subito il Comitatone e proponga una soluzione che tuteli sia la città che l'ecosistema e che faccia cessare immediatamente il passaggio delle grandi navi nel bacino di san Marco e nel canale della Giudecca.

Chiediamo che si faccia chiarezza su quanto accaduto domenica, ovvero se sia corretto che con quelle condizioni meteo, peraltro ampiamente previste, certe navi possano partire dalla Marittima.

Chiediamo subito un confronto sulle regole vigenti in caso di condizioni meteo avverse e su come queste regole vengano fatte rispettare non solo per le grandi navi ma per tutte le imbarcazioni che navigano in laguna.

Chiediamo che il trasporto pubblico locale sia tutelato in caso di condizioni di questo tipo, evitando il transito di altri mezzi ad esclusione di quelli d'emergenza.

La città esige che a tali questioni si dia una risposta immediata.

PD

Affittanze turistiche: passo importante della Regione Veneto 

La norma regionale sulle locazioni turistiche, presentata dall'Assessore Caner, e la proposta di Legge nazionale per la modifica dell’art. 53 del Codice del Turismo, presentata dal Partito Democratico, approvate dal Consiglio Regionale del Veneto in data 11 giugno, rappresentano un passo importante nella giusta direzione: alzare il livello di qualità dell’offerta turistica, promuovere la sicurezza delle città e la legalità di un comparto in forte espansione che ha bisogno di nuove regole per non trasformarsi in un far west dove vige la regola del più furbo.

Il turismo, infatti, rischia di essere come l’industria pesante nel dopoguerra: una fonte di ricchezza immediata che abbiamo sviluppato senza tener in minimo conto le ricadute negative. Una “distrazione”, quella del dopoguerra, che avremmo potuto evitare adottando norme adeguate e di cui pagheremo il conto per diverse generazioni sul piano ambientale, sanitario, territoriale ed economico. Allo stesso modo il turismo di massa, se lasciato a se stesso, rischia oggi di travolgere il territorio con costi sociali molto elevati di cui cominciamo ad accorgerci e che potremmo evitare adottando giuste regole prima che sia troppo tardi.

Le principali innovazioni degli ultimi anni - che potremmo riassumere nello sviluppo dei voli low cost, dei tour operator e del modello Air B&B - hanno comportato un rapidissimo cambiamento del settore turistico e un’espansione in direzioni che hanno colto gli enti pubblici, garanti degli equilibri sociali, del tutto impreparati.

E' necessario recuperare il terreno perduto cercando un equilibrio tra sviluppo e tutela sociale ed ambientale.

Pare utile evidenziare come la proposta di Legge Nazionale per la modifica dell'art. 53 del Codice del Turismo, presentata dal PD e approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, porti il Veneto in prima linea nel dibattito nazionale. È, infatti, la prima Regione che va alla fonte del diritto per sanare un equivoco contenuto nel Codice del Turismo (l’art. 53), la cui interpretazione ha fino ad oggi sottratto alle Regioni la competenza sulle affittanze turistiche. Un fatto incomprensibile, stante la piena competenza delle Regioni in materia turistica.

Ora la Regione Veneto potrà portare la proposta in sede di Conferenza Stato-Regioni rivendicando un'autonomia dovuta che consentirebbe a tutte le Regioni di inserire la regolamentazione delle affittanze turistiche nell'ambito della gestione complessiva del comparto e rafforzandole, al pari del resto d'Europa, nei confronti dei colossi del turismo mondiale.

Il PD condurrà questa battaglia in nome di una sana gestione del turismo.

Giorgio Dodi – Segretario Comunale

Monica Sambo – Capogruppo in Consiglio comunale

Nicola Pellicani – Deputato e Consigliere comunale

Emanuele Rosteghin – Consigliere comunale

La Segreteria comunale: Tiziana Agostini, Alessanro Baglioni, Maurizio Battagliarin, Stefania Bertelli, Nicola Da Lio, Paola Di Biagi, Marina Dragotto, Maurizio Mandricardo, Giacomo Nordio, Sara Petrelli, Giuseppe Saccà

PD

A proposito della Tassa di sbarco: tanto rumore per nulla

È sempre spiacevole iniziare una conversazione dovendo dire “te lo avevo detto”, ma la vicenda della tassa di sbarco sta assumendo un profilo fallimentare così ampiamente annunciato che è davvero difficile trattenersi.

Ricapitolando:

- i vettori che la legge avrebbe costretto a farsi esattori del contributo di sbarco, primi fra tutti i gestori ferroviari, si stanno comodamente sfilando, ben protetti dalle più elementari regole di tutela aziendale (un comma della Legge di Bilancio non può mandare a gambe all’aria il sistema di vendita di un’azienda);

- le richieste di esenzione o riduzione del contributo piovute dagli albergatori e operatori turistici di ogni angolo del Veneto, alle quali il Sindaco non riesce a dire di no, sono così tante che il sospetto è che alla fine, sempre che il meccanismo riesca a partire, pagheranno, senza pesare sui costi di gestione del Comune, solo i turisti che riusciranno a farsi catapultare direttamente in Piazza San Marco, senza passare da nessun operatore;

- il diritto di una parte dei vettori urbani, tassisti e lancioni, a non riscuotere il contributo costringe il Comune a mettere in piedi un sistema di riscossione molto costoso, cui si aggiungerà il costo dei controlli: non serve scomodare un’analisi costi-benefici per tirare le somme;

- i residenti sono tutti democraticamente scontenti: quelli della parte lagunare per l’ansia di dover trovare il modo di far valere le esenzioni ogni volta che un residente fuori regione vuole venirli a trovare per ragioni di lavoro o private; quelli della terraferma per la certezza di non poter più portare nessun parente o ospite a passeggiare (ma anche mangiare, ragionare, leggere, ascoltare) in un ampio pezzo della propria città senza costringerlo a pagare.

Insomma, i problemi applicativi sono così tanti che ormai l’impressione è che la tassa di sbarco sia come la Brexit: non si farà mai, rinviando la soluzione a data da destinarsi.

Fin qui poco male, a parte il tanto tempo sprecato (che poi è anche denaro, come il Sindaco non manca di ricordare a tutti), se non fosse che intanto la stagione turistica è iniziata e le azioni concrete per cercare di governare i flussi stanno a meno di zero.

Appariranno i tornelli, che nessuno potrà mai chiudere per evidenti ragioni di sicurezza e di diritti di cittadinanza (vogliamo ricordare la sperimentazione di Carnevale con la chiusura di Piazza San Marco?), vedremo tanti articoli sui vaporetti troppo pieni, sui bivacchi nei posti più impensati, sugli intasamenti sempre più massicci, sui posti letto abusivi e sui plateatici selvaggi e non ci resterà che aspettare il ritorno dell’inverno come un miraggio.

Nel mentre, forse, il Sindaco ci fornirà almeno i famosi dati sul numero di presenze giornaliere. In assenza di un piano di gestione dei flussi, potremo trovare il modo di renderli utili giocandoli al lotto (ruota di Venezia). Nella speranza che la fortuna ci assista!

Giorgio Dodi – Segretario comunale Partito Democratico

 

PD

Morti per overdose: il Comune non resti a guardare

Non sono servite le passeggiate pacifiche di protesta e di denuncia dei cittadini che con diverse iniziative hanno cercato di sensibilizzare l’Amministrazione comunale, affinché fossero riaperti servizi e strutture, come nel caso del Parco Bissuola, anzi, in quest’ultimo caso la situazione sta peggiorando con la diminuzione degli orari di apertura della biblioteca.

Ancora oggi i dati dell’Osservatorio sulle Tossicodipendenze dell’ASL 3 parlano chiaro: sono in continuo aumento i giovani che fanno uso di droghe e che si rivolgono al SerD, e quindi chissà quanti sono quelli che non chiedono aiuto. Lo stesso Osservatorio, già dal 2016, lamentava la riduzione del lavoro di strada e di prevenzione fino ad allora svolti dal Comune di Venezia, lanciando l’allarme sui comportamenti di consumo dei ragazzi più giovani, in particolare di droghe pesanti come l’eroina.

È curioso che questa Giunta non capisca dove stia sbagliando. Governano la Città da quattro anni e la situazione è peggiorata. Al massimo investimento in controllo e repressione, corrisponde il picco dei morti di overdose e dell’aumento dello spaccio e delle situazioni di degrado.

In poche parole, il Sindaco, nel suo ruolo di garante della salute pubblica, sta completamente fallendo.

È evidente che Brugnaro, nonostante i poteri aggiuntivi ottenuti dal Governo in tema di sicurezza, non è riuscito ad intervenire in modo incisivo, avendo sbagliato completamente la ricetta!

Va ricordato, però, che il Sindaco ha come primo potere quello di far funzionare e, in caso, potenziare uffici e servizi, come i servizi sociali. Venezia, per anni, è stata un modello per tutta Italia per l’organizzazione dei propri servizi sociali, riuscendo a governare e fronteggiare il fenomeno, anche grazie agli innovativi servizi “di strada”, di prevenzione e riduzione del danno.

Il modello Venezia però e stato in parte eliminato dalla Giunta Brugnaro. Purtroppo, oggi, soprattutto dall’allarme dei cittadini, si vedono gli effetti di questa scelta.

Cioè conferma che dove la soluzione è univoca e solo repressiva i fenomeni si spostano. Su tutti, basti come esempio l’osservazione dell’effetto ottenuto in via Piave con la maxi retata nei mesi immediatamente successivi: il fenomeno dello spaccio si è temporaneamente spostato verso altre zone della città, per ritornare poi a posizionarsi esattamente negli stessi luoghi precedenti all’operazione repressiva, come denunciano anche in questi giorni i residenti.

È necessario con assoluta urgenza investire nuovamente in modo consistente sui servizi sociali, in particolare sui progetti cosiddetti di “frontiera”, che si occupano di prevenzione e di riduzione del danno.

Da tempo, il Partito Democratico denuncia come sbagliata e pericolosa la scelta dell’attuale Amministrazione di ridurre i servizi del Comune dedicati proprio a questi fenomeni, stigmatizzando il rischio corrispondente alla cancellazione del prezioso lavoro svolto fino a poco tempo fa dagli operatori di strada, anche nelle ore serali.

Soltanto lo scorso anno sono stati reintrodotti parzialmente tali servizi, ma con un investimento economico molto limitato e gravemente insufficiente rispetto alla portata del fenomeno: 30 mila euro l’anno per due anni.

Il Partito Democratico ritiene e sostiene con forza che i fenomeni del degrado sociale, dello spaccio di sostanze stupefacenti e, soprattutto, del consumo delle stesse, in particolare, da parte dei giovani e giovanissimi, sia una questione complessa e che come tale non possa essere affrontata con soluzioni semplici, propagandistiche e standardizzate per ogni parte del territorio, che invece, presenta differenti tipologie e livelli di rischio.

In particolare, da decenni e in tutto il mondo è dimostrato che la repressione del fenomeno, se non accompagnata da adeguate campagne di informazione e prevenzione, sostenute dalla costruzione di percorsi alternativi e di accompagnamento, non sortisce alcun effetto significativo, me che meno di lunga durata.

Le conseguenze dell’errata interpretazione del fenomeno e delle soluzioni messe in campo dall’attuale Amministrazione le stanno pagando i residenti delle zone più colpite dallo spaccio, come, per esempio, i cittadini organizzati nel comitato del Parco della Bissuola, che hanno capito bene come la polizia da sola non possa costituire la soluzione e che chi fa uso di droghe, soprattutto i giovani e giovanissimi, si ritrovano sempre più soli.

Sarebbe ora e tempo che il Sindaco si sedesse attorno a un tavolo, con gli operatori di strada, con la Polizia e e gli altri soggetti che si occupano di tali fenomeni, tutti assieme per trovare una soluzione a questo problema complesso.

Monica Sambo
Capogruppo PD

Giorgio Dodi
Segretario comunale Partito Democratico Venezia

PD

Primarie 3 Marzo 2019

3 MARZO, PRIMARIE NAZIONALI DEL PARTITO DEMOCRATICO:

LA PAROLA ALLA DEMOCRAZIA

Domenica 3 marzo dalle 8.00 alle 20.00 si vota per eleggere il nuovo Segretario nazionale del Partito Democratico e i componenti dell’Assemblea nazionale.

Sul nostro territorio comunale ci saranno 27 seggi.

I tre candidati alla Segreteria nazionale sono Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti. Potete scaricare le mozioni qui: https://www.partitodemocratico.it/congresso-2019/

Per votare è necessario recarsi al seggio del proprio quartiere di residenza, esibire un documento di identità valido e la tessera elettorale e sottoscrivere un documento in cui si dichiara di riconoscersi nella proposta politica del PD accettando di essere registrati nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori. Chi non è iscritto al partito è anche tenuto a devolvere un contributo di 2 euro per sostenere l’attività sul territorio.

Studenti e lavoratori fuorisede, i minorenni tra i 16 e i 18 anni, i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno e coloro che intendono votare fuori dal proprio Comune di residenza devono obbligatoriamente registrarsi sul sito del Partito Democratico: https://margot.partitodemocratico.it//prei/ entro e non oltre le ore 12.00 del 25 febbraio.

Il collegio Veneto 9, che comprende Venezia e Spinea, eleggerà 5 delegati all’Assemblea nazionale.

La lista ‘Veneto per Martina’ candida Marisa Gruarin, Emiliano Biraku, Chiara Puppini,

Maurizio Battagliarin e Liliana Boranga.

La lista ‘Prima le persone – Per Nicola Zingaretti’ candida Emanuele Rosteghin, Tiziana Gregolin,

Nicola Da Lio, Alessandra Taverna e Dario Rigato.

La lista ‘Sempre Avanti – Giachetti - Ascani’ candida Marco Caberlotto, Silvia Mimmo, Fabrizio Fiori, Maria Teresa Dini e Gabriele Fumai.

I tre capilista (Gruarin, Rosteghin e Caberlotto) si confronteranno mercoledì 27 febbraio a partire dalle ore 18.00 all’Officina del Gusto, in via Paolo Sarpi 18/22 a Mestre.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1004197799776196/

Giorgio Dodi
Segretario Comunale Partito Democratico Venezia

Città

Ascoltare la città

COMUNICATO STAMPA – Venerdì 8 giugno 2018

Ascoltare la città
L’amministrazione Brugnaro ha ormai alle spalle tre anni di governo condotti senza un’idea della città e del suo possibile sviluppo, caratterizzati dalla ferrea sorveglianza di un Sindaco-padrone tutto concentrato sul controllo del potere. Se fossi a capo di un centro studi lo riterrei un caso molto interessante: il primo Comune italiano governato da una persona sola al comando, il Sindaco, senza Giunta (ridotta a organismo dovuto, ma privato di ogni autonomia politica e amministrativa), senza Direttore Generale e naturalmente senza Consiglio (ridotto a triste passaggio burocratico), ma con un grande ufficio stampa che più che comunicare fatti produce propaganda.
Da segretario di un partito politico, invece, devo notare gli effetti generali di questo modello amministrativo sulla città di Venezia e sulla Città Metropolitana.
La gestione del bilancio, tutto concentrato sui tagli dei servizi e completamente disinteressato agli investimenti, salvato dagli ingenti finanziamenti arrivati dai Governi Renzi e Gentiloni (Bando Periferie, Patto per Venezia, fondi europei PON Metro).
Un impoverimento dei servizi che tradisce il disprezzo per la funzione essenziale del Comune di essere sostegno per tutti i cittadini.
L’abbandono di ogni linea di sviluppo che faccia leva su progetti di lungo periodo capaci di valorizzare l’ingente patrimonio immobiliare, storico, culturale, ambientale e sociale che caratterizza il nostro territorio. Chi ha notizie della tanto sbandierata Agenzia di sviluppo batta un colpo.
La chiusura di tutti i canali di comunicazione tra la città e Ca’ Farsetti: provate a prendere un appuntamento in rappresentanza di una categoria, di un’associazione, di un’istanza civica. Provate a presentare una qualsiasi proposta attraverso i normali canali della Pubblica Amministrazione. Il Partito Democratico ci ha provato in molti modi e su molti temi, inutilmente e forse ovviamente, si dirà, ma è in buona compagnia di associazioni di categoria, società private e cittadini.
Nonostante tutto ciò, e forse a dispetto di tutto ciò, la città rimane viva e i suoi cittadini non si arrendono a quel destino di comparse al quale vorrebbe relegarli il Sindaco Brugnaro.
La manifestazione che si terrà domenica 10 giugno, alla quale hanno aderito decine di associazioni, e molti rappresentanti di enti e istituzioni, è un segno tangibile di questa vitalità che porta al centro dell’attenzione le persone che vivono in questo territorio, ne sentono l’appartenenza, sono preoccupate per il suo futuro e se ne vogliono occupare attivamente.
È un’ottima notizia per tutti.

Giorgio Dodi
Segretario Comunale Partito Democratico Venezia

Turismo

Turismo Venezia

La stagione turistica è ormai lanciata verso nuovi record e le sue ripercussioni sulla vita cittadina tengono banco nelle conversazioni tra la gente e sui giornali. Il Sindaco Brugnaro, dopo tre lunghi anni di governo, non è riuscito a mantenere nessuna promessa fatta in questo campo per incidere positivamente sulla vita dei cittadini e sulla gestione di una città complessa come Venezia.
In questi giorni due temi sono in primo piano: la stabilizzazione dei tornelli - di cui, a prescindere dal giudizio che se ne vuole dare, continuano a sfuggire gli aspetti pratici di gestione - e lo studio proposto da Airbnb che ha sollevato molte osservazioni sia di metodo sia di merito per le considerazioni sui vantaggi offerti ai residenti e alla città dal metodo diffuso in tutto il mondo dalla multinazionale americana.

Entrambi gli elementi si innestano in una realtà nella quale la Giunta Brugnaro continua a mancare tutte le promesse fatte per cercare di governare una crescita del turismo che da risorsa si sta trasformando in tsunami: i cambi d’uso galoppano allegramente, così come le aperture di rivendite di cibi da asporto, i plateatici dilagano totalmente incuranti dei limiti definiti dai pianini e gli esercenti ringraziano per aver visto abbassare il prezzo al mq (ufficiale), in Canal Grande si multano le canoe, ma il traffico a motore è fuori controllo, i lancioni gran turismo, lungi dall’essere messi sotto un minimo controllo, sono agevolati nello scaricare ogni giorno migliaia e migliaia di turisti mordi e fuggi.

Mentre la città, coraggiosamente, cerca di sopravvivere mettendo in campo ancora una volta la sua straordinaria resilienza fatta di associazioni, di volontariato, di imprese, di cultura, di sport, di difesa del bene comune, di semplice amore verso se stessa, il Sindaco Brugnaro continua ad affidarsi a soluzioni improvvisate e prive di qualsiasi visione sul futuro.

Eppure dal Governo italiano sono arrivati molti milioni di euro per cercare di trovare soluzioni concrete ai tanti temi della città di cui almeno dieci dovevano essere investiti nella gestione dei flussi turistici. Chi li ha visti? Milioni di euro tradotti in quattro tornelli (provvisori e senza un piano credibile di applicazione) e in un sistema di rilevazione delle presenze raffazzonato, tra l’altro a carico delle aziende fornitrici e che comunque entrerà in uso (forse) in autunno.

Di questo passo qualcosa di concreto sarà forse messo a fuoco per il 2020, in tempo per la prossima campagna elettorale fatta di promesse che non saranno mantenute.

Giorgio Dodi
Segretario Comunale Partito Democratico Venezia

Asili

Asili Nido

Il requisito della residenza protratta per 15 anni, richiesto dalla legge regionale del Veneto n. 6 del 2017 come titolo di precedenza per l’accesso agli asili nido è stato dichiarato “incostituzionale” dalla sentenza n. 107/2018 della Corte costituzionale.
La legge regionale aveva configurato come titolo preferenziale per l’iscrizione dei bambini al nido pubblico la residenza ininterrotta (o l’attività lavorativa, anche non continuativa) per 15 anni in Veneto.

Il Comune di Venezia ha un primato (negativo), infatti prima dell’approvazione della legge regionale aveva introdotto (con un emendamento della Lega) un punteggio di preferenza per le coppie che risiedevano a Venezia da almeno 20 o 15 anni.

Il regolamento era stato ulteriormente modificato nel GENNAIO 2018, confermando in parte tali criteri e prevedendo esplicitamente il criterio di priorità previsto dalla legge regionale dichiarata oggi incostituzionale.

Da sempre ci siamo opposti sia a livello locale che regionale a questo tipo di ragionamento evidenziandone i profili di incostituzionalità.
La legge regionale e il regolamento del comune di Venezia sono provvedimenti sbagliati non solo perché violano il principio di uguaglianza ma anche perché rendono meno attrattivo il Veneto e Venezia per le giovani coppie ed escludono le famiglie vulnerabili.

La Corte costituzionale ha confermato le nostre denunce stabilendo che la legge regionale , contrasta con il principio di uguaglianza, poiché introduce un criterio irragionevole per l’attribuzione del beneficio, non essendovi alcuna “ragionevole correlazione” tra la residenza prolungata in Veneto e le situazioni di bisogno o di disagio.

La corte costituzionale ha poi sancito due importantissimi principi che noi condividiamo appieno:

- la funzione educativa dell’asilo nido

- nonché la finalità socio-assistenziale e quindi la necessaria tutela dei genitori privi dei mezzi economici per pagare l’asilo privato.

Siamo contenti di questo esito perché riteniamo che i bambini vadano tutelati senza confini! Per questo nelle prossime settimane il Partito Democratico depositerà una delibera di iniziativa consiliare di modifica del regolamento comunale sui nidi.

E’ bene che anche il Governo leghista impari dagli errori dei propri amministratori locali, non bastano gli slogan bisogna rispettare innanzitutto la Costituzione!

Monica Sambo
Consigliera Comunale PD

Giorgio Dodi
Segretario Comunale PD

Casinò

Casinò di Venezia - Situazione

Il Partito Democratico di Venezia esprime forte preoccupazione per la situazione che stanno vivendo i lavoratori del Casinò di Venezia e le loro famiglie e auspica che la proprietà arrivi al più presto ad un accordo su un nuovo contratto di lavoro.

Durante quest'ultimo anno, che ha visto l'imposizione unilaterale da parte del Comune di un Regolamento Aziendale in sostituzione del vecchio Contratto Aziendale di Lavoro, nell'attesa di scriverne uno nuovo, i lavoratori hanno assistito ad una trattativa lunga e difficile in cui la proprietà non ha esitato ad usare metodi coercitivi.

Le promesse di un rilancio e di un restyling delle due sedi non sono ancora state mantenute, la prospettiva di una sede nuova e prestigiosa, già prevista nel quadrante di Tessera, è sparita lasciando spazio a soluzioni che conducono all'area dei Pili, di proprietà del Sindaco Brugnaro, riportando in luce il problema dei suoi conflitti di interesse.

Il Partito Democratico ritiene sia gravissimo che nella gestione di un’azienda partecipata di tale importanza, che tanto ha dato e continua a dare in termini economici a tutta la comunità veneziana, si continui ad avere un atteggiamento ricattatorio nei confronti dei dipendenti, senza, al contempo, essere in grado di presentare alcun piano industriale che abbia come obiettivo il rilancio in una nuova sede di pregio che affianchi Ca' Vendramin Calergi.

Giorgio Dodi
Segretario Comunale Partito Democratico Venezia

Alessandro Baglioni
Segreteria Partito Democratico Venezia – Delegato alle Partecipate

Marghera

Un' altra occasione perduta

Apprendiamo che il sito di Porto Marghera è arrivato settimo su nove candidati nella valutazione dell’agenzia ENEA per definire la localizzazione del nuovo polo europeo

per la ricerca sulla fusione nucleare, progetto che prevede 500 milioni di Euro di investimenti.

Tra le motivazioni non ci sono aspetti relativi alla qualità del progetto, a dimostrazione che il nostro sistema universitario è di alto livello. Il vero problema sono le bonifiche e la proprietà delle aree: ancora una volta paghiamo l'immobilismo di una Giunta troppo indaffarata nel cancellare quanto di buono realizzato in passato, piuttosto che nel cogliere le opportunità offerte dal presente.

Nel 2014 la Giunta di centro-sinistra aveva previsto la costituzione della newco Marghera Eco Industries, società poi realizzata dal Commissario e creata proprio per portare a termine il trasferimento delle aree di proprietà di Syndial/ENI al Comune di Venezia. Società che il sindaco Brugnaro, dopo l'uscita della Regione, ha bellamente messo in liquidazione e definitivamente chiuso, mandando a monte mesi di trattative. Trattative che, peraltro, prevedevano che ENI si facesse carico del costo di quelle bonifiche che oggi sarebbero state oltremodo utili proprio ai fini del progetto del polo per la ricerca sulla fusione nucleare.

Il risultato è che 1500 lavoratori altamente qualificati, tra impieghi direttamente connessi al progetto e indotto, non verranno a Marghera. La domanda che ci poniamo è questa: se un ente pubblico non viene a Porto Marghera per la mancanza di garanzie su aree e bonifiche, come potranno venirci le aziende private, che prima di tutto chiedono certezze?

Il sindaco Brugnaro, ancora una volta accecato da quelle logiche politiche che diceva di rinnegare, pone un freno alla realizzazione di processi virtuosi, a discapito di tutta la collettività. Dopo aver fatto saltare gli accordi sull’area della Stazione di Mestre, sul terminal del tram a san Basilio, su via Ulloa a Marghera, salvo poi fare un’affrettata retromarcia, dopo aver fatto saltare l'accordo con ENI oggi porta la responsabilità degli effetti negativi delle proprie scelte.

Si apra subito un tavolo su Porto Marghera aperto alle categorie economiche, ai parlamentari e ai partiti in maniera trasversale: solo così potremo riprendere la via di uno sviluppo sostenibile.

 

Giorgio Dodi

Segretario Comunale Partito Democratico

 

Actv

Il Pd risponde a Seno

Vogliamo rispondere all’Ing. Seno che non ci siamo mai dichiarati esperti dei trasporti.

Non abbiamo una laurea in ingegneria dei trasporti, d’altronde non l’ha nemmeno Seno, ma abbiamo cercato di proporre una visione dei servizi che vorremmo dare a cittadini, lavoratori e visitatori della città .

Siamo talmente consapevoli di non essere dei tecnici che abbiamo chiesto un confronto con l’amministrazione e con l’azienda, offrendo la disponibilità del Partito Democratico a presentare le proprie proposte, per il bene della città.

La chiusura totale e la reazione scomposta di Seno dimostrano la mancanza di volontà dei vertici dell’azienda di confrontarsi non solo con il Partito Democratico, ma anche con gli utenti e con i dipendenti di Actv che certamente hanno ben presenti le esigenze della città.

Riteniamo che le scelte fatte in questi anni dall’amministrazione e da Actv in materia di trasporti e di regolazione dei flussi siano non solo sbagliate ma anche assolutamente inconsistenti: non serve infatti essere esperti di trasporti per vedere che la città e i suoi mezzi di trasporto sono sotto assedio.

Ricordiamo, inoltre, a Seno che le continue sperimentazioni effettuate in questi anni da Actv, fatte sulla pelle dei cittadini e senza un confronto con la città, sono sempre state fallimentari (sia nella città d’acqua, che in terraferma).

Riteniamo poi che alzare bandiera bianca di fronte all’invasione turistica di questi giorni, affermando di aver fatto il massimo, sia un’offesa per chi ha vissuto il weekend pasquale a Venezia, residenti e visitatori, ed anche per i lavoratori che hanno dovuto affrontare, nel totale disinteresse dell’amministrazione e dell'azienda, orde incontrollate di persone.

Il nostro invito va, quindi, non solo a Seno ma anche all’assessore Boraso e al Sindaco: è evidente che il problema dei flussi turistici è complesso e che non può essere affrontato solo con il sistema trasportistico, ma dato che l’amministrazione comunale non ha intenzione di fare alcunché per diminuire gli arrivi a Venezia, almeno cominci a differenziare i flussi con linee esterne al Canal Grande. Ne trarrebbe giovamento non solo la gestione dei flussi ma anche la navigabilità del Canal Grande, ogni giorno più rischiosa.

Non serve essere esperti di trasporti, è sufficiente avere un’idea di città e dei servizi che si vogliono dare ai cittadini: è questo che dovrebbe fare la politica e in questi anni ne abbiamo vista davvero poca.

Ribadiamo comunque la nostra disponibilità ad un confronto in commissione o in Consiglio comunale con azienda, Municipalità, cittadini e organizzazioni sindacali.

Giorgio Dodi

Segretario Partito Democratico Venezia

Monica Sambo

Consigliere comunale

Maurizio Mandricardo

Segreteria Pd Venezia - delegato alla Mobilita'

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